In vista della prossima legge di Legge di Bilancio si parla già di rivalutazione, per adeguamento all'inflazione, degli assegni pensionistici. L’adeguamento delle pensioni viene effettuato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. In attesa dell’ufficialità che arriverà con apposito decreto del Ministero delle Finanze si stringe il cerchio attorno alla percentuale stimata.
Secondo le proiezioni attuali, che potrebbero subire modifiche nei prossimi mesi, la percentuale di rivalutazione dovrebbe risultare pari al 2,9 per cento, ben oltre l’1,4 per cento del 2026.
RIVALUTAZIONE PENSIONI 2027, GLI AUMENTI DELL'ASSEGNO PENSIONISTICO
Ogni anno è il Ministero dell’Economia a fornire la percentuale esatta che dovrà essere presa in considerazione. Non è raro però che con l’avvicinarsi del nuovo anno si avanzino stime del nuovo valore. A fornire le basi di partenza sono le rilevazioni Istat mensili. Secondo gli ultimi dati, ricordiamo provvisori, forniti dall’Istituto di statistica a inizio settembre mostrano un’inflazione acquisita per il 2026 pari a +2,9 per cento per l’indice generale. Il Documento di Finanza Pubblica approvato ad aprile indica un valore del 2,8 per cento.
Se la stima dovesse effettivamente concretizzarsi la rivalutazione sarebbe decisamente maggiore rispetto a quanto previsto per il 2026 quando gli assegni sono aumentati dell’1,4 per cento.
RIVALUTAZIONE PENSIONI 2027, I VALORI VARIANO IN BASE AL TRATTAMENTO RICONOSCIUTO
Si ricorda che non tutti ricevono lo stesso importo. Secondo il meccanismo di rivalutazione ad oggi in vigore, i valori variano in base all’importo del trattamento riconosciuto. L’aumento parametrato all’inflazione, infatti, non è sempre pieno: solo gli assegni più bassi possono beneficiare della rivalutazione piena, negli altri casi invece l’incremento si riduce.
Iil meccanismo di rivalutazione degli assegni utilizzato negli ultimi anni è organizzato su tre fasce di reddito:
Le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (che per il 2026 è pari a 611,85 euro), pertanto, riceveranno un aumento corrispondente al 100 per cento e dunque all’intera quota dell’indice di variazione che, come detto, potrebbe essere del 2,9 per cento.
Le pensioni di importo superiore a 2.447,40 euro (4 volte il minimo) avranno invece un incremento ridotto.
RIVALUTAZIONE PENSIONI 2027, SE I DATI FOSSERO CONFERMATI, LA MINIMA POTREBBE AUMENTARE DI 18 EURO
Se i valori dovessero essere confermati, il prossimo anno il trattamento minimo INPS, oggi a 685,11 euro, aumenterebbe di circa 18 euro. Incrementi modesti, ma pur sempre superiori rispetto al 2026, anche per le pensioni di importo superiore. Per un assegno di 900 euro si avrebbe un aumento di circa 23 euro, mentre per una pensione da 1.200 euro di circa 35 euro.
Per le pensioni fino a 4 volte il minimo INPS, quindi 2.447,40 euro c’è come detto la piena rivalutazione. Oltre tale soglia (e fino a 3.059,25 euro) l’incremento si ridimensiona (pieno fino alla soglia limite e del 2,61 per cento sulla somma restante). Una pensione da 2.500 euro ad esempio sarebbe rivalutata di circa 73 euro.
Per quanto riguarda la rivalutazione straordinaria delle pensioni minime, che quest’anno è stata pari all’1,3 per cento come previsto dalla Manovra del 2025, resta da capire se l’intervento sarà confermato. Ad oggi, la rivalutazione straordinaria non è prevista oltre il 2026, vedremo se nel cantiere della Legge di Bilancio 2027 ci sarà spazio per una proroga.