Prestazioni di accompagnamento alla pensione, tutele per lavoratori interessati dall'adeguamento dei requisiti pensionistici. Con la recente circolare INPS vengono individuate le casistiche tutelate tramite un breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni e delle indennità di espansione per i lavoratori che, a causa dell'incremento dei requisiti pensionistici previsto dalla legge 199/2025, non raggiungerebbero la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo.
PRESTAZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE, IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
La legge 199/2025 ha modificato la disciplina relativa all'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico per il biennio 2027-2028, originariamente fissato in tre mesi, riducendolo a un solo mese per il 2027. A inizio 2026, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sulla base dei più recenti dati demografici ISTAT, ha inoltre aggiornato le stime sui requisiti pensionistici "in via prospettica", delineando il trend atteso per i prossimi decenni.
In parallelo, l'articolo 1, commi 162 e 163, legge 30 dicembre 2023, n. 213 aveva già disciplinato la decorrenza della pensione anticipata ordinaria – le cosiddette finestre – per gli iscritti alle Casse dei dipendenti pubblici CPDEL, CPS, CPI e CPUG.
PRESTAZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE, LE INDICAZIONI INPS
Con la nuova circolare, l'INPS fornisce indicazioni sugli effetti prodotti da queste novità normative sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione, ossia sugli assegni straordinari per i lavoratori del settore bancario e assicurativo, sulle isopensioni e sulle indennità di espansione.
Al fine di consolidare il sistema degli strumenti normativi di accompagnamento a pensione e di tutelare i soggetti già beneficiari, la circolare ammette il prolungamento della prestazione fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell'esodo (attualmente fissato in quattro, cinque o sette anni a seconda della tipologia di prestazione).
Tale possibilità risponde all'esigenza di non penalizzare i lavoratori che, per effetto dell'incremento dei requisiti pensionistici – da uno a tre mesi – non avrebbero altrimenti raggiunto la nuova decorrenza della pensione al termine del periodo di esodo.
INPS RISPONDE ALL'ESIGENZA DI CONTINUITA' DELLE TUTELE
La soluzione adottata si fonda su specifiche previsioni della normativa speciale e su un'interpretazione evolutiva che tiene conto delle diverse casistiche emerse nel corso del tempo, offrendo una risposta sistematica alle esigenze di continuità delle tutele.
La circolare introduce inoltre una specifica tutela a favore di due categorie di lavoratori: