Con il messaggio n. 2608 dell’11 agosto scorso è stata comunicata la conclusione della campagna di verificasulle prestazioni collegate al reddito corrisposte in via provvisoria nel 2024. Per chi ha percepito somme superiori rispetto a quanto spettante sulla base dei redditi effettivi, scatterà il recupero direttamente sul cedolino della pensione.
PENSIONI STATALI, CONCLUSI I CONTROLLI INCROCIATI DI INPS E AGENZIA DELLE ENTRATE
I controlli incrociati, effettuati dall’INPS sulle base dei dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate, hanno riguardato le pensioni della Gestione Pubblica (ex INPDAP) elaborate con i sistemi proprietari SIN e GPP.
Al centro delle verifiche due trattamenti economici altamente diffusi: la somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima), erogata in via provvisoria nel 2024 a chi dichiarava redditi presunti entro le soglie di legge, e le pensioni ai superstiti (reversibilità), modificate o ridotte in base ai limiti di cumulabilità con i redditi del titolare.
L’INPS ha incrociato i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate (consolidati a novembre 2025) relativi ai Modelli 730, Certificazione Unica (CU) e Redditi PF riferiti all’anno d’imposta 2023, unitamente ai dati del Casellario centrale dei pensionati.
PENSIONI STATALI, LE TRATTENUTE SUL CEDOLINO DA DICEMBRE 2026
L’Inps ha già fissato il cronoprogramma delle trattenute a livello centralizzato. Si partirà da dicembre per i recuperi della quattordicesima, che andranno a stornare il valore della tredicesima mensilità e quindi ridurranno il valore del cedolino della pensione.
A gennaio 2027 invece prenderà il via il recupero della pensione di reversibilità non spettante.
| Prestazione Oggetto di Recupero | Inizio Trattenute sul Cedolino | Note Operative |
|---|---|---|
| Quattordicesima (Somma Aggiuntiva) | Dicembre 2026 | Prelevata in coincidenza con la tredicesima |
| Pensione ai Superstiti (Reversibilità) | Gennaio 2027 |
Prelievo mensile continuativo
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PENSIONI STATALI, RIENTRO DEL DEBITO CON TRATTENUTE DEL 20% E 5 ANNI DI RATE
Le regole stabilite dalla legge e richiamate dal messaggio INPS prevedono parametri ben precisi per il rientro del debito. La trattenuta mensile non potrà superare un quinto (20%) dell’importo complessivo della pensione (al netto delle ritenute IRPEF e facendo salvo il trattamento minimo di legge).
Il debito potrà essere rateizzato fino a un massimo di 60 rate mensili (5 anni). Se la pensione oggetto di addebito non ha capienza sufficiente, l’INPS preleverà l’importo residuo da altre pensioni dirette intestate allo stesso soggetto o invierà avvisi di pagamento PagoPA.
IL PENSIONATO HA 30 GIORNI DI TEMPO DALLA RICEZIONE DELLA COMUNICAZIONE INPS E CHIEDERE LA RETTIFICA DEL CALCOLO
L’avvio della duplice operazione di recupero sarà comunicato dall’INPS agli interessati. In arrivo quindi PEC (per chi possiede un indirizzo digitale) o raccomandate A/R.
Dal momento della ricezione della missiva, il pensionato avrà 30 giorni di tempo per contattare la sede INPS di competenza e produrre la documentazione reddituale integrativa per chiedere la rettifica del calcolo ed evitare il prelievo sull’assegno mensile.