A partire da oggi i pensionati e le pensionate riceveranno l’assegno mensile spettante, con una nuova tornata di rimborsi IRPEF. Settembre segna anche una scadenza importante per chi riceve prestazioni collegate al reddito ma non ha inviato la dichiarazione relativa al 2022.
Gli interessati già da agosto stanno ricevendo un assegno di importo ridotto. Se non provvedono a comunicare i dati mancanti entro il 15 settembre l’INPS revocherà definitivamente la prestazione.
PENSIONI IN PAGAMENTO PRESSO LE BANCHE E LE POSTE
La pensione di settembre è in pagamento sia presso le banche che tramite Poste Italiane. A differenza del mese passato, a settembre il pagamento delle pensioni arriva nello stesso giorno per sia per chi riceve le somme spettanti tramite Poste Italiane sia per coloro che le ottengono attraverso le banche.
La data dell’accredito è quella del 1° settembre. Come ogni mese, pensionati e pensionate possono accedere al cedolino online disponibile sul sito INPS tramite le seguenti credenziali:
PENSIONI IN PAGAMENTO, ARRIVANO I CONGUAGLI IRPEF NELLA DICHIARAZIONE 2026
A settembre continuano i conguagli IRPEF che derivano dalla dichiarazione dei redditi 2026. Per chi ha inviato il modello 730 dopo il 31 maggio e fino al 20 giugno prende il via la fase dei conguagli, che potranno essere a credito oppure a debito.
Quando dalla dichiarazione dei redditi, infatti, emerge un credito per il contribuente, l’INPS in qualità di sostituto d’imposta procede con il rimborso IRPEF. Al contrario, se è emerso un debito, scattano le trattenute.
Per effetto della rivalutazione annuale dell’1,4 per cento, nel 2026 l’aumento è pieno per le pensioni fino a 4 volte il minimo INPS, mentre scende al 90 per cento per quelle tra 4 e 5 volte il minimo e al 75 per cento per quelle superiori a 6 volte il minimo.
Alla luce di tali novità, la rivalutazione 2026 è riconosciuta come indicato in tabella.
| Dal 1° gennaio 2026 | Fasce di importo | Percentuale indice perequazione da attribuire | Aumento del | Fasce di importo |
|---|---|---|---|---|
| Fino a 4 volte il Trattamento Minimo | 100 | 1,4 per cento | fino a 2.413,60 | |
| Tra 4 e 5 volte il TM | 90 | 1,26 per cento | da 2.413,61 a 3.017 | |
| Oltre 5 volte il TM | 75 | 1,05 per cento | oltre 3.017,01 |
Da marzo si applicano anche le altre novità previste dalla Legge di Bilancio 2026 e che garantiscono aumenti dell’assegno pensionistico a chi ne ha diritto.
PENSIONI IN PAGAMENTO, CHI NON HA DICHIARATO I REDDITI 2022 DEVE ADEGUARSI ENTRO IL 15 SETTEMBRE
In aggiunta alle ordinarie detrazioni sull’assegno di settembre alcuni pensionati e pensionate vedranno, come già accaduto ad agosto, una trattenuta del 5 per cento.
Si tratta di una trattenuta applicata ai titolari di prestazioni collegate al reddito (come integrazioni al minimo o maggiorazioni) che non hanno comunicato i dati reddituali all’INPS. Nello specifico, ad essere coinvolti sono in particolare i pensionati e le pensionate che ricevono prestazioni collegate al reddito e che non hanno comunicato nei tempi previsti i redditi relativi al 2022.
Questo perché, come noto, in caso di prestazioni collegate al reddito (come ad esempio l’integrazione al trattamento minimo, la maggiorazione sociale o la pensione ai superstiti), l’INPS è tenuto a verificare di anno in anno le condizioni reddituali dei beneficiari così da confermare il possesso dei requisiti richiesti.
La seconda trattenuta sull’assegno è l’ultimo avviso per i pensionati coinvolti che non hanno ancora comunicato i dati richiesti. Per rimettersi in regola, infatti, c’è tempo fino al 15 settembre 2026.