Legge 104, l'uso improprio dei permessi concessi può giustificare il licenziamento per giusta causa. Se l'assistito è ricoverato a tempo pieno non è possibile ricorrere ai permessi retribuiti della Legge 104. Lo ha sentenziato la Cassazione, chiamata a esprimersi di recente su una vicenda che nasce dal licenziamento di un dipendente di un’azienda privata a causa dell’uso, dichiarato improprio dai giudici, dei permessi previsti dalla legge 104/92. Infatti l’azienda lo aveva licenziato dopo aver riscontrato un uso improprio dei permessi destinati all’assistenza di un familiare disabile.
LEGGE 104, GLI ELEMENTI ACQUISITI IN CORTE D'APPELLO
Già la Corte d’Appello di Bologna aveva confermato il licenziamento, ritenendo provato l’abuso dei permessi sulla base di documentazione e testimonianze. In particolare, era emerso che il familiare assistito era ricoverato permanentemente in una residenza per anziani che garantiva assistenza sanitaria h24, assimilabile a una struttura ospedaliera; e che il lavoratore aveva trascorso solo mezz’ora al giorno con il parente disabile nei giorni di permesso richiesti, senza svolgere altre attività riconducibili all’assistenza.
LEGGE 104, LE RAGIONI DEL LAVORATORE CHE SI E' RIVOLTO ALLA CASSAZIONE
Nel il ricorso in Cassazione, il lavoratore sosteneva che da un lato, l’assistenza parziale e residuale (mezz’ora al giorno) non poteva essere considerata un abuso; dall’altro lato, l’abuso dei permessi dovrebbe essere equiparato a un’assenza ingiustificata, sanzionabile con il licenziamento solo se protratta per quattro giorni consecutivi, secondo il CCNL di riferimento.
LEGGE 104, LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno ricordato che la norma prevede che “il lavoratore dipendente, pubblico o privato, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa, per assistere una persona con disabilità in situazione di gravità, che non sia ricoverata a tempo pieno”.
La sentenza conferma un principio giurisprudenziale consolidato, ossia l’uso improprio dei permessi della legge 104/92 può giustificare il licenziamento per giusta causa, soprattutto quando il familiare assistito è ricoverato in una struttura con assistenza continuativa.