L’Istituto fornisce nuove indicazioni ai fini della concessione e del ripristino della prestazione economica respinta, revocata o sospesa.
Nello specifico, vengono fornite informazioni per il ripristino della domanda di prestazione d’invalidità civile, cecità e sordità:
INVALIDITA' CIVILE, A CHI E' RICONOSCIUTA
La pensione di invalidità civile è riconosciuta agli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 anni e i 67 anni nei cui confronti sia accertata una totale o parziale inabilità lavorativa. Si tratta di un sostegno a carattere assistenziale per il quale è necessario il rispetto di determinati requisiti reddituali.
La prestazione è erogabile in favore dei cittadini italiani residenti in Italia; a loro sono equiparati, purché sempre residenti in Italia, i cittadini comunitari e i cittadini extracomunitari legalmente soggiornanti.
La prestazione spetta attualmente sino al compimento di un’età pari a 67 anni. Raggiunta questa età la pensione si trasforma automaticamente in assegno sociale.
IMPORTI E LIMITI DI REDDITO PER IL RICONOSCIMENTO
Nel 2026 l’INPS ha aggiornato importi e limiti di reddito per le pensioni di invalidità civile:
INVALIDITA' CIVILE, IN COSA CONSISTE IL BENEFICIO
La prestazione è concessa per 13 mensilità con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento dell’inabilità, non è reversibile ai superstiti ed è pari, per il 2026, a 340,71€ al mese.
Nella determinazione del reddito rilevante sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef al netto degli oneri deducibili e al lordo delle ritenute fiscali. Non entra quindi nella valutazione del reddito l’importo stesso della prestazione di invalidità, le rendite Inail, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento nonché i redditi assoggettabili ad imposta sostitutiva dell’Irpef. Al riguardo occorre ricordare che anche la casa di abitazione è stata recentemente dispensata dalla valutazione del reddito. La corresponsione dell’assegno avviene sempre in misura piena se è soddisfatto il predetto requisito reddituale.
INVALIDITA' CIVILE E RIFORMA DELLA DISABILITA'
A partire dal 1° marzo 2026 la sperimentazione della nuova normativa sulla disabilità è ampliata ad altre quaranta province italiane, segnando un’ulteriore fase di attuazione della riforma e un passo avanti verso l’uniformità delle procedure sul territorio nazionale.
La riforma introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità (con previsione di una “valutazione di base” unitaria affidata all’INPS) che comportano immediati cambiamenti per le persone e le famiglie che devono presentare una nuova domanda di riconoscimento dell’invalidità civile o dell’indennità di accompagnamento ovvero ancora dello stato di handicap ai sensi della L.104/92.