Salve Irene. Oggi parliamo di una vicenda che dimostra l’importanza del lavoro di tutela dei patronati. Un vostro assistito, carpentiere da circa 30 anni, è riuscito a vedere riconosciute le proprie malattie professionali. Come è iniziato questo percorso?
Tutto è cominciato attorno a settembre 2025, quando il lavoratore si è rivolto ai nostri uffici di Pistoia. Vista la complessità del suo quadro clinico dopo tre decenni di lavoro gravoso in cantiere, agli inizi di ottobre 2025 abbiamo inoltrato complessivamente 7 pratiche di malattia professionale all'INAIL.
Un impegno importante. Quali sono stati i primi riscontri da parte dell'istituto?
Irene Damiani: Inizialmente l'INAIL ha riconosciuto il danno biologico per 5 patologie:
Epicondilite bilaterale: 2%
STC (Sindrome del Tunnel Carpale) bilaterale: 4%
Tendinosi bilaterale delle spalle: 5%
Ipoacusia bilaterale: 6%
Rachide lombosacrale: 7%, che ha portato alla liquidazione diretta di un indennizzo per danno biologico pari a 7.155 euro, arrivata già agli inizi di gennaio 2026.
Per le altre 2 malattie non accolte subito, abbiamo deciso di non arrenderci e presentare opposizione al giudizio.
Un’intuizione fondamentale. Qual è stato l’esito dei ricorsi?
Irene Damiani: Uno dei ricorsi si è concluso con un grande successo: per la meniscopatia bilaterale gli è stato riconosciuto un ulteriore 4%. L'ultima pratica, relativa alla rizoartrosi, è tuttora in fase di lavorazione e valutazione a seguito della nostra opposizione.
Sommando i vari punteggi, quale traguardo ha raggiunto complessivamente il lavoratore?
Irene Damiani: Con il 4% ottenuto dal ricorso, il lavoratore ha raggiunto una valutazione complessiva del 26% di invalidità. Questo superamento della soglia gli ha permesso di ottenere il riconoscimento della rendita vitalizia INAIL, pari a circa 400 euro al mese, che percepisce regolarmente da aprile 2026.
Un risultato concreto che cambia la vita di chi ha dedicato la propria salute al lavoro. Come commenta questo esito?
Irene Damiani: Sono davvero molto soddisfatta del lavoro svolto e del risultato ottenuto, soprattutto perché ho seguito la pratica con grande attenzione dall’inizio alla fine. È una bella soddisfazione vedere concretamente il risultato del lavoro che facciamo ogni giorno al Patronato Inac-Cia per le persone e per la tutela dei loro diritti.