L’Istituto indica gli importi dei contributi dovuti per il 2026, dagli iscritti alle Gestioni previdenziali degli artigiani e dei commercianti.
Le aliquote contributive di finanziamento delle gestioni pensionistiche sono fissate al 24% per tutti i titolari e collaboratori.
Continuano ad applicarsi, anche per l’anno 2026, le disposizioni relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.
GESTIONI ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2026, PENSIONE PIU' CARA
La contribuzione minima da versare sale a 4.521,36 euro annui per gli artigiani e a 4.611,64 euro annui per i commercianti se il reddito annuo non supera i 18.808 euro. Lo rende noto l’Inps nell'ultima circolare, con la quale provvede ad adeguare i minimali e i massimali di reddito all'inflazione e a confermare le date di pagamento. L’aumento deriva dall’inflazione che ha registrato una crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente.
Nel 2026 l'aliquota contributiva è pari al 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. Anche quest'anno continua a trovare applicazione - previa domanda dell'interessato - la riduzione del 50% dei contributi nei confronti degli autonomi con più di sessantacinque anni di età, già titolari di pensione a carico dell'istituto.
GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2026, CESSAZIONE ATTIVITA'
L’aliquota contributiva aggiuntiva dovuta per finanziare l’indennizzo in caso di cessazione dell’attività commerciale senza aver raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia, è pari allo 0,48%. È dovuto, inoltre, un contributo per le prestazioni di maternità stabilito nella misura di 0,62 euro mensili.
AGEVOLAZIONE FACOLTATIVA ANCHE PER I NUOVI ISCRITTI
Resta ferma anche l’agevolazione facoltativa del 50% prevista a favore dei nuovi iscritti alle gestioni tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2025. L'agevolazione dura tre anni e, pertanto, chi ha fatto domanda può avere dimezzata la contribuzione versata, ma con effetti sulla pensione.
GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2026, COME DEVONO ESSERE CALCOLATI I CONTRIBUTI
La base imponibile sulla quale devono essere calcolati i contributi è costituita dalla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini fiscali prodotti nello stesso anno cui la contribuzione si riferisce, nel rispetto di un minimale e di un massimale. Come base imponibile provvisoria, ai fini del pagamento della contribuzione alle varie scadenze, occorrerà quindi fare riferimento al reddito d'impresa da denunciare al Fisco per l'anno 2025 (modello Unico 2026). I versamenti che saranno effettuati a partire dal mese di maggio, costituiscono quindi un acconto, il cui conguaglio (sulla base del reddito definitivo 2025) andrà operato nella primavera del 2027.
GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2026, MINIMALI E MASSIMALI
Quest'anno il minimale di reddito ai fini del calcolo della contribuzione dovuta all'Inps per gli iscritti a tali gestioni è di 18.808 euro. Pertanto, il contributo minimo, comprensivo della quota del contributo di maternità (7,44 euro), è pari a 4.521,36 euro per i titolari artigiani e collaboratori; e a 4.611,64 euro per i titolari commercianti e per i collaboratori.
TERMINI DI PAGAMENTO
Le date per i termini di pagamento sono: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027, per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito. Mentre i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale (la quota cioè a conguaglio), a titolo di saldo 2025, primo acconto 2026 e secondo acconto 2026 vanno pagati entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche. I contributi si pagano con il modello F24.
Si ricorda che l’aliquota contributiva aggiuntiva, dovuta per finanziare l’indennizzo in caso di cessazione dell’attività commerciale senza aver raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia, è pari allo 0,48%. È dovuto, inoltre, un contributo per le prestazioni di maternità stabilito nella misura di 0,62 euro mensili.
Pertanto, le aliquote di tutti i titolari, coadiuvanti o coadiutori, risultano il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti.