ll decreto legge meglio noto come "decreto 1° Maggio" introduce per il 2026 un pacchetto di esoneri contributivi totali (100%) a favore dei datori di lavoro privati che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato di specifiche categorie di lavoratori.
L'impianto normativo si articola in quattro misure distinte: Bonus Donne, Bonus Giovani, Bonus ZES e Stabilizzazione. Ciascuna con propri requisiti soggettivi e limiti di importo, ma accomunate da alcuni principi :
I primi tre incentivi sono già in vigore e attendono solo le istruzioni operative INPS mentre per il quarto è necessaria l'approvazione da parte della Commissione europea.
ESONERI CONTRIBUTIVI 2026, INCENTIVI ACCESIBILI SOLO SE IL LAVORATORE PERCEPISCE IL "SALARIO GIUSTO"
Il decreto interviene contestualmente ad abrogare il cd Decreto Milleproroghe che aveva prorogato incentivi all'assunzione di natura analoga già operativi, istituiti con il Decreto Coesione 2024 — strutturati in modo simile ma con perimetri e massimali differenti. Il nuovo Decreto appena licenziato prevede che l’accesso ai benefici contributivi è consentito solo se il lavoratore percepisce un trattamento economico individuale non inferiore al salario giusto determinato secondo i criteri indicati dallo stesso decreto (retribuzione non inferiore a quella stabilito dai CCNL piu rappresentativi).
ESONERI CONTRIBUTIVI 2026, BONUS DONNE E BONUS GIOVANI
Il Bonus Donne è rivolto alle lavoratrici svantaggiate di qualsiasi età, prive di impiego regolare da almeno 24 mesi — o da 12 mesi se appartenenti alle categorie b)–g) del Reg. UE 651/2014 — assunte tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
L'esonero dura fino a 24 mesi, con un tetto mensile di 650 euro (800 euro per le residenti nella ZES unica del Mezzogiorno).
Il Bonus Giovani si applica ad assunzioni di under 35 senza impiego da almeno 24 mesi (o 12 mesi se rientranti in specifiche categorie del medesimo regolamento, non dirigenziali, con soglia di 500 euro mensili — elevata a 650 euro per le unità produttive nelle regioni Abruzzo, Molise,Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
BONUS ZES E BONUS STABILIZZAZIONE
Il Bonus ZES è una misura specifica per le microimprese del Mezzogiorno: vi accedono esclusivamente i datori di lavoro privati con fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione, che assumano presso una sede ubicata nelle regioni della ZES unica.
Il target è costituito da over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Il tetto mensile è di 650 euro per un massimo di 24 mesi.
L'incentivo alla stabilizzazione, valido in tutto il territorio nazionale, introduce invece un meccanismo innovativo: premia la trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine di durata non superiore a 12 mesi, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non sia mai stato occupato a tempo indeterminato.
Le trasformazioni devono avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità da rapporti instaurati entro il 30 aprile 2026. Il limite mensile è di 500 euro per 24 mesi, subordinato ad autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell'art. 108 TFUE.
LE CONDIZIONI CHE CONSENTONO DI OTTENERE L'ESONERO
Tutte e quattro le misure condividono tre condizioni operative fondamentali.
Le risorse complessive per il 2026 ammontano a circa 180,4 milioni di euro con proiezioni fino al 2028 per un totale di circa 907 milioni di euro sull'intero triennio.
COSA SI INTENDE PER "SALARIO GIUSTO"
Con il concetto di “salario giusto” si introduce la retribuzione adeguata a norma della costituzione, che coincide con il trattamento economico complessivo stabilito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (CGIL, CISL e UIL).
Non si tratta quindi solo della paga base, ma dell’insieme delle voci retributive previste dal CCNL applicabile al settore, alla dimensione e alla natura del datore di lavoro.
Nei settori privi di contrattazione, il datore di lavoro è comunque tenuto a fare riferimento al CCNL più affine all’attività svolta. Il decreto stabilisce che l’accesso ai benefici è consentito solo se il lavoratore percepisce un trattamento economico individuale non inferiore al salario giusto determinato secondo i criteri sopra indicati.