L'organo di informazione riporta un errore dell’Inps che ha prima trattenuto le addizionali comunali ai pensionati deceduti nel 2025, poi omesso nella Certificazione Unica necessaria per compilare la dichiarazione dei redditi. Secondo la fonte giornalistica sono circa 270mila gli eredi coinvolti.
ERRORE INPS SULLE PENSIONI, IMPORTI DI ENTITA' CONTENUTA: SOTTO I 12 EURO
L’Inps fa sapere di aver provveduto all’aggiornamento delle Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate, che sta ora procedendo all’adeguamento delle dichiarazioni precompilate destinate ai contribuenti. L’Istituto di Previdenza aggiunge che gli «importi interessati risultano di entità estremamente contenuta e, nella maggior parte dei casi, inferiori alla soglia di rilevanza fiscale pari a 12 euro».
L’Agenzia delle Entrate completerà le operazioni di aggiornamento nei prossimi giorni. I contribuenti dovranno dunque far riferimento all’ultima Certificazione Unica resa disponibile.
«L’Inps sta inviando gli elenchi ai Caf che nei prossimi giorni avviseranno i cittadini interessati - spiega il coordinatore della Consulta dei Caf, Giovanni Angileri- si legge. La norma prevede che dal 19 maggio si può annullare il 730 una sola volta e ripresentarlo una seconda volta sino al 22 giugno come Caf. Per chi invece avesse già aperto la precompilata con la Cu sbagliata e l’avesse individualmente trasmessa all’Agenzia delle Entrate, c’è la possibilità di apportare la modifica col modello Redditi entro ottobre, perdendo i benefici del 730. Invitiamo dunque gli interessati a rivolgersi alla rete dei Caf».
I PRECEDENTI ERRORI COMMESSI DA INPS
Il Sole 24 Ore scrive che non si tratta del primo errore commesso nel 2026 dall’Inps. "Oltre 2 milioni di Certificazioni Uniche Inps erano sbagliate, mettendo a rischio la corretta applicazione di bonus e detrazioni per i percettori di Naspi, cassa integrazione e maternità; l’Istituto è poi dovuto correre ai ripari. A marzo è emerso che l’Inps ha erroneamente corrisposto fino a mille euro ad una platea di 15mila-20mila pensionati che sono poi stati contattati per restituire la somma.
La detrazione per i redditi tra 20mila e 40mila euro, già riconosciuta dall’Inps nel conguaglio a credito nel cedolino di marzo, infatti, è in seguito risultata non dovuta in alcune situazioni (redditi assimilati al lavoro dipendente come le pensioni integrative e indennità sostitutive). Dal mese di maggio l’Inps ha avviato il recupero delle somme impropriamente riconosciute ai pensionati, in massimo 8 rate. Con valuta 1 aprile, in concomitanza con il pagamento della pensione, c’è stato il recupero in un’unica soluzione degli importi fino a 150 euro.
Inoltre l'Inps ha riconosciuto di aver applicato erroneamente la stretta della manovra 2024 sulle aliquote di rendimento per il calcolo delle pensioni degli iscritti alle casse previdenziali ex-Inpdap, L’Inps anche in quel caso ha riconosciuto l’errore annunciando rimborsi per le pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, le cui quote di pensione calcolate con il sistema retributivo sono state determinate applicando le aliquote di rendimento restrittive.
Ad alcune decine di migliaia di pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico, saranno riconosciute dall’Inps le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali, con la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del trattamento.