Congedo parentale fruibile fino ai 14 anni di vita del figlio, oppure dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. L'Inps rende note tutte le novità in corso per genitori e quindi lavoratori dipendenti. La legge di bilancio 2026 ha modificato le regole sulla fruizione del congedo parentale per lavoratori dipendenti, estendendo il limite di età del figlio da 12 a 14 anni di vita o dall’ingresso in famiglia nel caso di adozione e affidamento.
Il congedo parentale 2026 è un'astensione facoltativa dal lavoro per genitori lavoratori (dipendenti, autonomi, gestione separata) fruibile entro i 14 anni del figlio (anziché 12), con un totale massimo di 10-11 mesi. Le novità 2025-2026 includono un'indennità maggiorata all'80% della retribuzione per tre mesi, anziché il 30%.
CONGEDO PARENTALE 2026, COSA CAMBIA
In caso di evento nascita, il congedo parentale può essere fruito entro i primi 14 anni di vita del figlio, a decorrere dalla fine del periodo di congedo di maternità per la lavoratrice dipendente madre e dalla data di nascita per il lavoratore dipendente padre.
In caso di adozione o di affidamento/collocamento, il congedo parentale può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso in famiglia del minore, ma non oltre il raggiungimento della maggiore età.
La modifica si applica esclusivamente ai genitori lavoratori dipendenti.
CONGEDO PARENTALE 2026, DA QUANDO VALGONO LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE DI BILANCIO
Il messaggio 26 gennaio 2026, n. 251 specifica che le novità normative si applicano dal 1° gennaio 2026. Da questa data in poi, i genitori, lavoratori dipendenti con figli che non abbiano ancora compiuto i 14 anni di vita o nel caso in cui non siano trascorsi 14 anni dall’ingresso in famiglia, possono fruire del congedo parentale nei consueti limiti individuali e di coppia ai sensi degli artt. 32, 34 e 36 del Testo Unico sulla maternità e paternità.
Per i periodi di congedo parentale fruiti fino al 31 dicembre 2025 il limite temporale di fruizione applicabile rimane di 12 anni.