Sistemi di calcolo dell'assegno Il panorama previdenziale si divide in tre regimi, determinati dall'anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995:
Retributivo/Misto: Chi possedeva almeno 18 anni di versamenti a fine 1995 mantiene il calcolo retributivo (basato sugli stipendi) fino al 2011, passando poi al contributivo. Con meno di 18 anni si rientra nel sistema misto (retributivo fino al 1995, poi contributivo).
Contributivo puro: Riguarda chi ha avviato la carriera dal 1996 in poi. La pensione deriva esclusivamente dal "salvadanaio" dei versamenti accumulati nel tempo. Questa formula penalizza fortemente chi ha avuto retribuzioni modeste, contratti a termine o carriere discontinue.
Requisiti di accesso al pensionamento (Regole 2026)
Trattamento di vecchiaia: Sono necessari 67 anni di età e 20 di contributi. I "contributivi puri" devono però aver maturato un assegno pari ad almeno una volta l'assegno sociale (546,24 euro); in caso contrario, il congedo scatta a 71 anni con soli 5 anni di contribuzione.
Uscita anticipata ordinaria: Prescinde dall'età anagrafica. Richiede 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, seguiti da una "finestra" d'attesa di tre mesi.
Anticipata per i contributivi (64 anni): Chi ricade interamente nel sistema post-1995 può ritirarsi a 64 anni con 20 anni di versamenti effettivi, purché l'importo maturato superi di 3 volte l'assegno sociale (circa 1.640 euro lordi, con sconti per le lavoratrici madri). Questo limite economico, già selettivo, salirà a 3,2 volte nel 2030.
Tutele per categorie specifiche
Precoci: Chi ha lavorato almeno 12 mesi prima di compiere 19 anni e vive situazioni di svantaggio (disoccupazione, invalidità, lavori gravosi) può uscire con 41 anni di contributi.
Ape sociale: Prorogata per il 2026, offre un sussidio ponte verso la pensione a 63 anni e 5 mesi per soggetti in condizioni di fragilità.
Mansioni usuranti e notturne: I dipendenti addetti a lavori pesanti possono congedarsi a 61 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi (Quota 97,6). Le quote variano per i lavoratori autonomi e in base al numero di turni notturni annuali.
Incrementi previsti dal 2027 Le soglie di accesso torneranno a salire per adeguarsi all'aspettativa di vita. I requisiti anagrafici e contributivi (inclusa la pensione anticipata) cresceranno di un mese nel 2027 e di tre mesi complessivi nel 2028. Solo chi svolge lavori particolarmente faticosi sarà esentato da questi scatti.
Le decisioni previdenziali sono irreversibili e capaci di condizionare l'intera vecchiaia. Tra ricongiunzioni, riscatti e carriere frammentate, le simulazioni fai-da-te non bastano. Prima di rassegnare le dimissioni, è essenziale affidarsi a enti specializzati come il patronato Inac-Cia per uno studio accurato e personalizzato della propria posizione assicurativa.