LUCCA – Ci sono storie in cui la burocrazia sembra un labirinto insormontabile e altre in cui, grazie alla competenza e all'occhio attento di chi sa dove guardare, la stessa burocrazia si trasforma in un mezzo per ottenere giustizia e riconoscimento economico. È il caso dell’incredibile risultato portato a casa dagli uffici del Patronato Inac-Cia di Lucca, che sono riusciti a sbloccare una serie di ricalcoli pensionistici record a favore di una cittadina lucchese.
L’intuizione che ha cambiato una vita
Tutto ha inizio lo scorso febbraio, quando la signora – una donna con disabilità – si presenta agli sportelli dell’Inac-Cia per richiedere i ratei di pensione non riscossi a seguito del recente decesso della madre. La pratica originaria di pensione di reversibilità della madre era stata seguita a suo tempo proprio dagli stessi uffici ma, in quella sede, la genitrice non aveva richiesto la quota spettante per la figlia disabile a carico.
È a questo punto che scatta il valore aggiunto di professionalità dell'operatrice del patronato. Analizzando la documentazione e la storia familiare, la consulente intuisce immediatamente che la figlia avrebbe avuto diritto a quella quota sin dall’inizio. Senza perdere tempo, viene così inoltrata la richiesta di ricalcolo all'INPS.
Cifre da capogiro: oltre 54.000 euro di ricalcoli
La risposta dell'Istituto di Previdenza non si è fatta attendere, confermando l'ottimo intuito del patronato. I modelli di ricalcolo emessi dall'INPS (i cosiddetti modelli TE08) hanno evidenziato cifre importanti:
Oltre a questa maxi-liquidazione, l'assistita si è vista riconoscere il diritto a percepire per tutta la vita una pensione mensile di oltre 1.000 euro. Una svolta epocale per il suo futuro e la sua serenità economica.
Il "giallo" dei conteggi INPS e il lavoro di tutela che continua
Nonostante il successo sia indiscutibile, la partita non è del tutto chiusa e l’Inac-Cia rimane al fianco della cittadina per fare assoluta chiarezza. I prospetti inviati dall'INPS si sono rivelati infatti un vero e proprio rompicapo burocratico.
"Nel prospetto di liquidazione l'INPS ha inserito anche il recupero della quota già riscossa dalla madre e un ulteriore recupero debito che non appare pertinente a questa specifica istanza", spiegano dagli uffici del patronato.
Dalle verifiche tecniche effettuate dagli esperti di Inac-Cia, l'importo netto effettivamente spettante alla donna dovrebbe aggirarsi sulla differenza tra i 52.000 euro e i 35.000 euro già percepiti, a cui sommare i restanti 2.000 euro del secondo ricalcolo. Determinare al centesimo la cifra esatta erogata dall'Istituto è al momento complesso proprio a causa di queste trattenute.
L'impegno del Patronato
Questo caso accende i riflettori anche sulla volontà di migliorarsi costantemente. Gli uffici stanno infatti analizzando a ritroso la pratica per capire se già nel 2023 vi fossero gli elementi per indagare più a fondo sulla presenza della figlia disabile nel nucleo familiare.
Un aspetto che dimostra l'alto valore etico del patronato Inac-Cia di Lucca, il quale si conferma non solo un istituto per gli adempimenti, ma un vero e proprio baluardo di tutela per i cittadini più fragili, capace di trasformare una semplice richiesta di routine in un successo.